TUTTI PAZZI PER AMORE: DA MARZO NUOVE PUNTATE. POI CINEMA E SPAGNA

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La fiction più gradevole e innovativa degli ultimi anni sta per tornare, e per l’occasione si sta preparando al meglio a riabbracciare i tanti sostenitori. Raiuno ha progettato infatti ben tredici appuntamenti, a partire da marzo 2010, da due episodi ciascuno per il format Tutti Pazzi per amore, grande rivelazione della passata stagione televisiva.

Molti i volti nuovi e tante le sorprese, ma pressoché uguale l’impianto di base e la particolarissima modalità narrativa. Attraverso i grandissimi punti di forza delle suggestioni oniriche cantate e della cornice psicanalitica metanarrativa del Dottor Freiss si riusciranno a introdurre i principali sconvolgimenti. A partire dalla dipartita televisiva di Stefania Rocca, impossibilitata causa maternità, rimpiazzata da Antonia Liskova.

Un duro colpo per gli affezionati sarà anche la presenza aleatoria di Neri Marcoré, che ha dato con la sua eclettica bravura una grande mano all’affermazione della serie. Toccherà ad Alessio Boni, in una veste un po’ più strampalata rispetto alle consuete pose solenni, cercare di non far rimpiangere la figura del ristoratore Michele, che baluginerà solo a tratti ed in forme poco consuete nella trama della fiction.

La Publispei si culla questo suo piccolo goiellino non nascondendo la soddisfazione per la recente conclusione positiva della trattativa che ha portato alla vendita del format in Spagna. Carlo Bixio, patron della casa di produzione, sottolinea l’importante inversione di tendenza: dopo aver comprato dal paese iberico i concept originali alla base di Un medico in famiglia e I Cesaroni, stavolta è la creatività italiana ad esportare.

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E non finisce qui il periodo d’oro per Emilio Solfrizzi and company. Al vaglio anche uno sbarco sul grande schermo che riesca a sfruttare al meglio la componente da musical delle vicende. Una scommessa, secondo il regista Milani, per provare a lanciare nel cinema italiano un linguaggio narrativo che da noi non è mai decollato

LE PAGELLE DEL PRIMO TRIMESTRE -parte prima

C’è posta per te: 8

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Programma che ormai è divenatto un rito con la sua celebrazione della quotidianità travagliata degli italiani. Share più alto che mai che premia il lavoro appassionato di una redazione che da 13 anni riesce a portare con successo in tv molti aspetti problematici della vita. Ampia la gamma delle guest star presenti. Migliore prime time di Mediaset. De Filippi regina incontrastata della professionalità televisiva

Pomeriggio Cinque: 3

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Problema qualunquista che per il solito fatto di proporre ogni giorno l’opinione populista della Santanché non andrebbe nemmeno giudicato. Dibattiti sterili, femminismo presunto misto a doppiopesismi culturale pronto ad essere ipocritamente corretto ad ogni schiocco di dita. Mai una riflessione di ampio respiro.Pessimo l’effetto del pubblico che sostiene le tesi più disumane. Nemmeno lo spazio del Gf è curato bene: una minestra di opinioni che per la rapidità non riesce a trattare bene nessuno degli argomenti.

Forum: 5

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Degrado totale per il tribunale più verace della tv italiana. Cause finte esagerate all’inverosimile e sempre alla ricerca delle pruderie di bassa lega. E’ finito il tempo delle cause civili ed è rimaso solo un continuo gioco di allusioni sessuali retto da una Rita Dalla Chiesa sempre meno equilibrata e suscettibile, specie quando fa dei voli pindarici rivendicando attenzioni eccessive al cane di turno ferito alla zampa.

Il Fatto del giorno: 4

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Monica Setta terribile nel ruolo di giornalista che deve garantire un dibattito equilibrato. La scelta dell’approfondimento a quell’ora è più che buona perché l’offerta televisiva concorrente in quel frangente è davvero pessima. Ma ci voleva una giornalista capace e brillante, non una donna dal curriculum giornalistico quantomeno incerto. Pare che le sarà affidato anche un nuovo spazio che dovrebbe fare da contraltare a Santoro. Povera Italia e povera Rai se sono queste le persone che devono cambiare il volto della tv.

Niente di personale: 8

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Piroso riesce a dare alla trasmissione quel tocco di personale brillantezza analitica che non guasta e che anzi vorremmo vedere di più. Bellissime le videosigle, serrate e ben congeniate le inerviste, ottime le copertine e gli editoriali nei quali il conduttore dice la sua sull’attualità e sulla cultura con collegamenti mai banali. Buona l’idea di mischiare spesso i vari linguaggi dell’intrattenimento e dell’informazione

Festa italiana: 5

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il voto sarebbe ancora più basso se non riconoscessimo alla Balivo la capacità di essersi riuscita a scavare una fidelizzaizone di un audience popolare e alquanto adulto. Per il resto è un tentativo di fare la De Filippi della situazione ma tutto risulta francamente una brutta copia di maniera che fa riflettere su quanta poca fantasia e intelligenza di investimento abbia ultimamente la Rai. Ti cerco, Per capirti sono fastidiosi già solo dal nome tipico delle rubriche da rivista femminile da parrucchiera.

LA TV CHE STRAPPA UNA BELLA RIFLESSIONE: Le videosigle di Niente di Personale

Il montaggio delle immagini crea processi di risignificazione che nessun bel discorso può eguagliare a livello di potenza creativa e di efficacia discorsiva. Proprio per questo lascio che siano le videosigle a parlare da sole.

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Quando anche un brano pop ricontestualizzato può diventare poesia del sublime

VIAGGIO NELLA COMICITA’ ITALIANA: LUCIA OCONE-1

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Seconda puntata della rubrica, dopo quella dedicata a Cettola Qualunque di Antonio Albanese.

Rimasta ormai quasi da sola a reggere la baracca di Quelli che il calcio Lucia Ocone se la cava alla grande soprattutto nel ruolo dell’infermiera Mimma, adorabile popolana romana dei reparti che mette a nudo, esagerandolo a scopo macchiettistico, il malcostume delle corsie.

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E’ una realtà forse marginale ormai tra i nosocomi data la professionalizzazione del ruolo dell’infermiere. Rimangono pochi equivalenti del personaggio di Mimma, quella schiera entrata in corsia in maniera più facile e adattatasi al ruolo più con la pratica che con lo studio. Razza in via di estinzione dunque ma figura centrale per molti anni nella vita ospedaliera.

Celebre il suo stornello alla Ventura te piacciono li pippi Simona, tra obitori allagati per fare dei pool party, gare clandestine nelle sale operatorie e feste tutte sesso droga e rock’n roll nel reparto geriatria. Lucia Ocone in effetti riesce a dare il meglio di sé nell’interpretazione di personaggi di fantasia creati sulla falsariga di paradossi della realtà. Come dimenticare la celebre parodia delle signore del pubblico di Uomini e Donne, quella Feliciana che è veramente una chicca eccezionale.

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Per quanto riguarda le imitazioni invece non esalta quella di Claudia Mori quest’anno; come in tutte le altre c’è sicuramente tanto lavoro dietro, le intenzioni sono carine ma i risultati non sono memorabili. Però quando alla Ocone viene chiesto di far uscire la veracità romanaccia è insuperabile.

Veronika, Mimma e Feliciana sono i tre suoi contributi migliori alla storia della comicità italiana. Restate sintonizzati per rivedere le più divertenti interpretazioni di questi personaggi cult messi in scena tra la corte dei Gialappi e quella della Ventura.

MINZOLINI PERDE I PELI MA NON IL VIZIO

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Evidentemente la prima strigliata di Masi e Galimberti, sconcertati per il primo editoriale-arringa- sottomissione di Augusto Minzolini, non sono bastati. L’incauto direttore del Tg1 torna sulla scena del delitto e, per quanto fosse impossibile, rilascia affermazioni ancora più gravi puntando il dito esplicitamente contro un magistrato, quello di Palermo, reo di voler difendere la Costituzione dall’attacco dell’entourage di Berlusconi.

L’assist glielo fornisce la Petruni, anche lei facente parte della categoria protetta; il direttore che di augusto ha solo il nome, diventato il secondo avvocato del premier, quasi che non bastasse Ghedini ma va là, usa espressioni ed aggettivi assolutamente non neutrali, infischiandosene delle lamentele di faziosità piovutegli addosso, anche dalla sua redazione.

Si permette prima di dare con sdegno del sorprendente all’azione del magistrato Ingroia, poi di ribaltarne le osservazioni alludendo grossolanamente ai padri costituenti e alla possibilità di immunità prevista dalla Costituzione, dettando quasi un’agenda parlamentare quando invece il suo ruolo è tutt’altro. Continua »

SE DE GREGORI VA A X FACTOR…ENNESIMO TABU’ CHE CADE!

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Chi avrebbe mai scommesso che Francesco De Gregori un giorno calcasse un palcoscenico televisvo, per di più quello di un talent che non disdegna tutte le forme della vituperata neotelevisione? Per chi non ci credesse ancora ci sono i video a dimostrarlo. Solo un favore a Morgan, con cui ha duettato, per risollevare le sorti di un’edizione che va male sia in tv che nelle prime vendite?

Al di là di ogni dietrologia che poco alla fine interessa il passaggio è storico: cade un altro tabù contro la tv e ci apriamo finalmente come paese ad un clima culturale in cui il consumo non è per forza sinonimo di bassa qualità del prodotto. Resiste solo Guccini sulla torre antica, ma non escludiamo che prima o poi anche lui scenda nell’umile paese catodico democratizzando il suo profondissimo modo di vivere la musica.

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Non c’è nulla di ammiccante nelle esibizioni e l’artista conserva tutto il suo spessore dimostrando di essere un marchio di garanzia per indubbie qualità autoriali. Il passaggio per lo schermo non inficia assolutamente la carriera e la dignità artistica. Anzi grazie al suo intervento la tv acquista nei suoi annali una bellissima parentesi: non si possono non commentare positivamente le esecuzioni di Vai in Africa Celestino e la chicca de Il suonatore Jones che ha il merito di far conoscere De Andrè a chi nella vita ha avuto meno possibilità di accesso a dei patrimoni che purtroppo (e non per fortuna!) rimangono di nicchia, quasi a garanzia della loro auraticità.

Il giorno in cui Guccini scriverà la sigla di Amici la rivoluzione culturale sarà completata.

VIAGGIO NELLA COMICITA’ ITALIANA: ANTONIO ALBANESE- 1

Inizio oggi un percorso tutto dedicato al comico e al satirico in Italia, viaggiando nel tempo e nello spazio tra le migliori performance dei comici. La galleria tematica cercherà di valutare le evoluzioni sociali dei sorrisi e delle risate. L’approccio non sarà necessariamente di tipo storicistico ma asseconderà percorsi personali di gusto e di riflessione.

Ho deciso di iniziare con Antonio Albanese, in particolare con la fantastica invenzione di Cettola Qualunque, interpretato a Mai dire lunedì e Che tempo che fa. Formidabile nel comprendere alcuni snodi politici e culturali prima che emergessero nell’attualità politica, il comico ha saputo tratteggiare un personaggio drammaticamente corrispondente al politico medio (quanti sindaci sgrammaticati di paese, e non solo, sono delle gocce d’acqua?).

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Appalti truccati, raccomandazioni, favori sessuali, antiambientalismo di fondo a scopo di abusivismo coatto: l’Italia erede della pessima governance democristiana respira a pieni polmoni nei comizi di Cettola, rappresentazione perfetta del malcostume, farcita di pornolalia che ovviamente non guasta nel risultato comico.

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Chiù pilu pi tutti è ormai uno spot di massa, una sintesi fenomenale di uno stato sociologico latente, ma non troppo. Specie se si scava nella periferia culturale si ritrovano profondamente determinati retrogusti a cui Albanese ha dato sfogo: tra tutto la saga di finte emancipazioni che se forse si respirano in ambienti culturali metropolitani, sono lontanissimi da venire nella maggior parte del paese ( di cui C’è posta per te è fedele specchio, nonostante a molti faccia comodo pensare che sia uno stucchevole meccanismo speculatore e basta).

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Antesignano della mignottocrazia è esattamente la versione pecoreccia di Berlusconi (il che è difficile da immaginare, ma più pecoreccia ammettiamolo) . Albanese aveva già capito tutto. Geniale

ALDO GRASSO: GIUDIZI SULLA TV DI OGGI…(TREMENDA RAIDUE)

Sfogliando in questi giorni le pagine del Corriere non ho potuto fare a meno di riconoscermi spesso con le osservazioni della grande penna della tv per antonomasia, il critico, nonché docente universitario, Aldo Grasso. Mi ha particolarmente entusiasmato una serie di interrogativi che condivido, peraltro da parecchi giorni.

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Parlando del terribile pomeriggio di Raidue, e della serie inquitante Il Fatto del giorno- L’Italia sul 2Scalo 76 Talent,  Grasso scrive:

Sentire discutere Monica Set­ta di economia mentre esprime giudizi di tale avventatezza da mettere i brividi a qualunque persona sensata, o perdersi ne­gli arzigogoli mentali dell’ex chierichetta Bianchetti, o sop­portare la vista di un clone mal riuscito di Sgarbi sono cose che dovrebbero far riflettere sulla natura del Servizio pubblico.

E, facendo riferimento alle polemiche del miope Liofredi su Annozero, sempre al di sopra del 22% pur con puntate molto complesse, a confronto degli scarsi risultati dei programmi che definisce come miglior esempio dell’informazione dei Raidue i quali non superano mai il 6% ( Rostagno mai oltre il 3%), Grasso continua:

La faziosità è disdicevole ma la stu­pidità di certi programmi lascia il segno. Specie su un pubblico non particolarmente attrezzato come quello del pomeriggio.

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Vorrebbe anche chiedere a Liofredi:

Ma lei che ha quella faccia un po’ così, chi l’ha nominata direttore e perché? Qua­li programmi ha fatto prima di diventare direttore? Perché la sua rete è così brutta e va così male? Guardi che i soldi che lei spende per Monica Setta sono quelli del canone.

Meno invece ho condiviso la stroncatura di Bonolis e del suo Chi ha incastrato Peter Pan?, additati come sciacallo del fenomeno bambino in tv con un prodotto poco brillante, ancora troppo minestrina riscaldata. Per quanto io apprezzi moltissimo la tv bonolisiana non ho mai fatto salti di gioia per il programma con i bambini; tuttavia devo ammettere che è stato praticamente un miracolo quello di Bonolis e lascio alle sue stesse parole la spiegazione della felicità per il boom auditel del 27%:

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Prima di tutto, vorrei sottolineare che questo non è lo show dell’anno, è un piccolo programma allegro, gentile e divertente che vuole solo essere un disimpegno serale per le famiglie. Tra l’altro avendo dovuto partire in anticipo (ndr. causa annullamento Tribù) abbiamo registrato in tutta fretta: quindi il vero show, così come l’avevamo in mente si vedrà alla terza puntata.

Un programma piccolo, allegro e gentile che fa tali cifre per me non va assolutamente demonizzato mentre riterrei legittima una critica a una poca spontaneità dei bambini nel porgere le domande agli ospiti.

Quello sì l’avrei capito e l’avrei condiviso in pieno.

MINZOLINI: SE ANCHE I SUOI GIORNALISTI LO SCONFESSANO…

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Agghiacciante e sconcertante, questo il giudizio di ogni uomo di buon senso al ‘cantuccio lirico’ che si è riservato ieri sera Augusto Minzolini all’interno del tg. Un’arringa difensiva nei confronti del premier, a suo parere ingiustamente attaccato da una piazza faziosa che in realtà, nella sua ricostruzione, avrebbe fatto peggio in passato.

Il caro direttore del tg, che secondo i sondaggi contribuisce maggiormente alla formazione dell’opinione pubblica (forse perché per definizione dovrebbe essere il tg per antonomasia di servizio pubblico), non si rende conto che proprio questo suo intervento, ancora una volta fuori luogo, dimostra quanto quel popolo manifestante avesse ragione: il principale motivo di protesta era proprio questa polverizzazione dell’obiettiva giornalistica in quella tv che non dovrebbe avere colore politico.

MinzolinieBerlusconi MINZOLINI: SE ANCHE I SUOI GIORNALISTI LO SCONFESSANO...

Quanto sia diventato poco credibile Minzolini è testimoniato dal comunicato dei suoi giornalisti che ancora una volta si preoccupano di prendere le distanze da una linea editoriale ‘forsennata’ (come a dire: noi non abbiamo colpe, ma purtroppo ce lo dobbiamo piangere). Ecco il comunicato, riportato dal Corsera, più che mai eloquente.

«Il Tg1 – ricorda il Cdr – ha per sua tradizione un ruolo istituzionale, non è un tg di parte. E’ il tg di tutti i cittadini, anche di quelli che hanno manifestato per chiedere il rispetto dell’articolo 21 della Costituzione. E cui sbrigativamente è stato detto di aver fatto una cosa ‘incomprensibile’». «Il Tg1 va in tutte le case. E’ servizio pubblico – sottolineano i rappresentanti dei giornalisti del Tg1 – e rispetta ogni opinione e sensibilità per non mettere in gioco il suo patrimonio di credibilità. Ai telespettatori che in queste ore fanno giungere le loro proteste l’impegno del comitato di redazione perché siano recuperati rispetto ed equilibrio. Ai vertici aziendali – conclude il comunicato – chiediamo una convocazione urgente per esprimere le nostre preoccupazioni».

Spavalda la reazione dell’incriminato direttore che ribalta le accuse dando degli intolleranti ai suoi collaboratori.

Rendiamoci conto. Povera Italia!

IL PUBBLICO PARLANTE DI SANTORO

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Comunque la pensiate la puntata degli scandali di Annozero è andata in onda con la super ospite Patrizia D’Addario. Alla fine purtroppo, tra Belpietro che cercava di spostare l’argomento e tra le notizie che già noi intrenauti sapevamo da mesi, non è emerso niente di nuovo. Sarà anche che siamo anestetizzati agli scandali ormai in questo paese delle anomalie.

Quello che più mi lascia sgomento ogni puntata che passa è la totale inutilità degli interventi del pubblico. Anche stavolta le ragazze scelte si sono segnalate per la totale inadeguatezza dialettica. Non c’è colore politico stavolta, entrambe veramente fuori da ogni logica.

A partire dalla ragazza del collettivo femminista conciata come la più ammiccante velina (sacrosanto infatti il modo grabato con cui Maria Latella ha fatto notare l’incongruenza). Pensate un pò una ragazza che prende il microfono per dimostrare quanto sia mortificante la condizione di donna oggetto ma al contempo si fa notare per un top-balconcino di tutto rilievo che distoglie l’attenzione sul suo discorso e la rende un mero oggetto da osservare più che da ascoltare. Assurdo, ma vero.

Il top però arriva con la ragazza dei circoli del Pdl che a modo suo vanta una strenua preparazione politica e uno spirito di abnegazione eroico come attacchina in campagna elettorale. Sorvolando sulle difficoltà a pronunciare la parola intelligentia (con g gutturale e lettura latina del gruppo ti), tanto che anche Santoro ci riununcia a farla correggere per non bloccare la trasmissione, in tre minuti riesce a dare prova della vacuità dei suddetti circoli della libertà.

Nel pieno stile del rognosetto rinfacciatore che non risponde delle colpe dei suoi la giovane ‘pidiellina’ ripete a pappagallo i soliti discorsi sul gossip e sulla presunta concretezza nel rispondere alla crisi di questo governo. I seminari dei vari Gasparri, Quagliariello e Brunetta si vedono tutti nell’oratoria di quest’urlatrice di turno.

Chiediamo al ‘resistente’ Santoro, coraggioso comunque la pensiate, di eliminare questo siparietto dei giovani parlanti se la falsariga continua ad essere così mortificante….magari aumentando lo spazio delle vignette di Vauro (gustosissima quella sul plastico di Vespa…)

COSA SUCCEDE IN TV: AGGIORNAMENTI CATODICI

1) Mentre in Francia si parla di una carta etica per i reality show (forse gli eccessi pruriginosi del reality Secret Story) in Italia la Cassazione sancisce la rissosità dei reality e respinge le richieste di chi si sente diffamato dagli insulti a vario titolo nei meccanismi di tale tipologia televisiva. Da ora in poi chi decide di partecipare deve essere cosciente del probabilissimo rischio di incorrere in diatribe accese (è inutile dunque che si protesti dopo).

2) Santoro 23, Setta 4. Sono queste le percentuali di share dell’informazione di Rai2. Ma il lungimirante direttore di rete Liofredi dice di voler costruire l’identità di rette attorno al taglio informativo de Il fatto del giorno, una trasmissione che affronta senza discuterle 80 argomenti in pochissimo tempo e con una moderatrice di poca profondità, chiedendo opinioni politiche anche a soubrette di turno e attrici. Gli italiani però stanno stroncando questa politica di rete e Rai2 arriva a livelli di ascolto minimi. Solo Santoro porta avanti la baracca con ascolti fenomenali.

3) Caterina Balivo compare davanti ai carabinieri a causa di una querela del mondo delle estetiste, offese da uno dei tanti eccessi verbali della conduttrice che nel salotto di Vespa, secondo le accuse, avrebbe attribuito l’utilizzo di sostanze come il botulino e il collagene proprio alle estetiste, che così avrebbero non rispettato la legge che lo consente solo al personale medico.

4) Travaglio non fa più la copertina di Annozero, pare per motivi pubblicitari. Il programma è ormai garanzia di ascolto e gli investitori mettono sempre più mano al portafogli per avere spot: di fatto il numero delle interruzioni nel programa cresce. Continua »

LE CHICCHE DI CARLO PELLEGATTI

Assistere alle partite del Milan su Mediaset Premium con commento del superintellettualtifoso Pellegatti è una di quelle cose che valgono da sole il prezzo dell’abbonamento. Perchè non deliziare anche voi con un breve concentrato delle genialate del piccolo giornalisat rossonero nell’anima? Eccovi le Pellegatti-chicche.

Eccovi gli irresistibili soprannomi che per tutta la partita sentirete se vi sintonizzate sul canale audio tutto dedicato agli sfegatati seguaci del Diavolo.

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Huntelaar: IL DUCA BIANCO

Flamini: IL CONSOLE GALLICO

Nesta: TEMPESTA PERFETTA

Ronaldinho: L’OFFICINA DEL FANTASTICO, L’EROE DEL DESTINO

Jankulovsky: MAREK FORZA 5

Storari: PALLA DI GOMMA

Pato: COME D’INCANTO

Oddo: VIX VAPORUM

Seedorf: MAITRE CHOCOLATIER

Thiago Silva: GRANDINE NERA

Filippo Inzaghi: ALTA TENSIONE

LA PILLOLA DEL GIORNO STESSO- 9 SETTEMBRE- RAFFAELLA FICO E LA VERGINITA’

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Stasera accendendo la tv ho avuto la piacevolissima visione di Raffaella Fico scosciata e ammiccante come mai prima. Parlo del nuovo quiz, niente male, di Enrico Papi dal titolo IL COLORE DEI SOLDI. La bella figliola napoletana fino a qualche mese fa casta, pura e testardamente renitente a lasciarsi andare, volendo mantenere un contegno di altri tempi in contesti parecchio contemporanei, ha improvvisamente cambiato rotta.

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La svolta: prima il grande richiamo mediatico sulla sua proposta-provicazione di mettere all’asta la sua presunta verginità, poi le voci di gossip da urlo sulla sua relazione con Cristiano Ronaldo. Senza contare quel suo primo sciogliersi davanti ai rifletttori di Real Tv e le mille proposte di calendario.

Adesso le telecamere puntate sul suo bel corpicino, con l’obiettivo sbavante che le punta spesso e volentieri le grazie posteriori senza alcun problema di sorta. A quale santo si è votata la prorompente Raffaella per trovare il guizzo giusto per ottenere quello che ha sempre in fondo voluto, cioè la popolarità Che s’ha da fà per campà quando il talento è scarso?!

Ma soprattutto la curiosità un po’ più cattivella è la seguente: che ne pensa il fratello Francesco che davanti a tutta Italia difendeva a spada tratta l’integrità morale della pura sorella, pronto a giurare sulla sua verginità, data la devozione intensa di Raffaellina a Padre Pio? Che ne dice del fatto che la trasmissione, già dallo spot, è giocata tutto sulla vendita del corpo della Fico? Anche in questo caso non comprendiamo noi ed è arte eccelsa che ci sfugge?

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SESSO E SPORT: LA CORSA DELLE TV AD OFFRIRNE IL PIU’ POSSIBILE

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Italiani brava gente, ma con due vizietti irrinunciabili: calcio ed eros. E del resto che male c’è. Il ritratto dell’abitante medio del Belpaese non è più segreto a nessuno e in questa grande fase di concorrenza tra la varie emittenti televisive si spinge al massimo proprio su queste passioni irrinunciabili.

Nel giro di pochissimi mesi infatti sta crescendo vertiginosamente la corsa ad accaparrarsi i diritti per tutti gli eventi sportivi e nei giorni scorsi abbiamo assistito a una guerra di dichiarazioni su quale tra Rai e Sky fosse la televisione più azzurra, quella che mai lascia gli aficionados orfani degli appuntamenti che riguardano gli assi nazionali, di qualsiasi sport si parli.

In questo valzer di primedonne per esempio è arrivata la notizia che la pay tv murdochiana dedicherà uno spazio incredibile alle prossime olimpiadi invernali e che ovviamente non mollerà nemmeno un minuto di dirette dei mondiali di calcio sudafricani. Continua »

RAI: RACCOMANDATI ANONIMI ITALIANI? NUOVO AFFAIRE BIANCHETTI…

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Inversione di rotta e ammiccamento al passato per il pomeriggio di Raidue. Restauro della formula vecchia della coppia assortita di conduttori  a moderare il talk e ritorno al marchio che fu di Monica Leofreddi e Milo Infante. Questo almeno emergerebbe dalle sorprendenti indiscrezioni riportate dal Corriere della Sera.I vertici infatti starebbero muovendosi in tale direzione per il nuovo ciclo pomeridiano che partirà il 21 settembre, ignorando di fatto la buona annata di Francesca Senette con il restyling operato da L’Italia allo Specchio, riproponendo con buone probabilità L’Italia sul Due che confermerebbe il volto maschile di allora, ma non quello femminile.

Il direttore di rete di fresca nomina Liofredi cerca ancora di prendersi tempo per non agitare inutilmente gli animi con dichiarazioni ufficiali ma ci sono poche probabilità che le ultime voci non abbiano solida base. Dietro tutto questo affaire non troppo chiaro ci sarebbe il problema collocamento di Lorena Bianchetti che, dopo lo scarso impatto sul pubblico era un po’ uscita dai giochi dei palinsesti, senza tra l’altro che nessuno si dispiacesse per il repentino declassamento della signorina buona della Domenica. (GURDATE NEL VIDEO COME E’ BRAVA A PARARSI)

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I conti presto tornano presto però considerato che Leofreddi era proprio capostruttura del contenitore domenicale che aveva concesso la ribalta alla conduttrice Papa Girl che, già all’epoca del suo innesto a Domenica In fece storcere il naso alla Venier che aprì la pista dell’appoggio clericale all’ascesa dell’ex conduttrice di A sua immagine. Se le voci fossero dunque confermate la Senette potrebbe essere una nuova vittima di queste clientele sotterraneE, spesso lamentate dagli ostracizzati da mamma Rai. Continua »

SCATTA IL COUNTDOWN: ECCO IL CALENDARIO DELL’ AVVIO DELLA PROSSIMA ANNATA IN CHIARO

Ecco tutte per voi le date di ripresa di tutti i programmi tv, compresi gli attesi battesimi delle novità, per qunato riguarda le due ammiraglie. Vi accorgerete come domini la logica gattopardiana del cambiare tutto per non cambiare niente.

31 agosto: torna Gerry Scotti con Chi vuol essere milionario e il daytime di X-factor

2 settembre: tornano quella bella rivelazione dello scorso anno chiamata I Liceali

3 settembre: Mediaset non poteva non bissare (aggiungerei purtroppo) il solito melò che satvolta corrisponde al nome di L’onore e il rispetto (seconda serie)

6 settembre: i fan del Dr. House saranno contenti di rivederlo nelle proprie case

7 settembre: Giornata scoppiettante: tornano in un solo colpo Forum . Mattino Cinque e Pomeriggio Cinque.

Continua dopo il salto…

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TUTTI PAZZI PER GLI AMICI (E I CONOSCENTI) DI MARIA

marco carta abbraccia maria de filippi dopo la sua vittoria del festival di sanremo 2009 106117 150x150 TUTTI PAZZI PER GLI AMICI (E I CONOSCENTI) DI MARIA

Maria de’Miracoli fagocita successi anche comodamente sdraiata in barca al sole. Il marchio della sua fabbrica ormai macina trionfi a raffica in tutto il mondo dello spettacolo portando le sue centinaia di creature a incasellarsi magnificamente in ogni tessera del mosaico, tutto lustrini e pailletes, che si viene a creare. Notorietà per tutti (persino per il pappagallo finto di Tina, sì proprio Romeo, guest star nelle discoteche quest’estate) che sta iniziando a trasformarsi sempre più spesso in successo duraturo.

Basta scorrere un pò i giornali per rendersi conto di quanto il brand De Filippi stia giungendo a monopolizzare l’attenzione delle produzioni di spettacoli, consapevoli che avere un amico di Maria è ormai garanzia di echi mediatici e incassi non indifferenti. Proviamo a tracciare solo un breve profilo delle ultime vicende che vedono protagonisti le creature della Fascino e lasciamo la parola ai numeri (eviteremo di citare nella lunga coda di nomi i crossing verso i reality che hanno visto come protagonisti i tronisti, non per snobismo culturale verso questa forma di spettacolo ma solo per concentrarci sulle notizie di show marketing più recenti).

Cominciamo con l’ultima trionfatrice di Amici, che le voci che rimbalzano dai forum dei fan sul web vogliono come nuova colonna sonora scelta da Moccia per il prossimo film ‘Amore 14′. Con una osmosi di pubblico che promette benissimo il prossimo cd di Alessandra Amoroso promette faville; sfruttando questa scia la cantante di Galatina potrebbe superare anche Marco Carta nella classifica di vendite tutta interna al programma.

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Dopo il salto le altre notizie

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PICCOLE PILLOLE DI STORIA DELLA TV- puntata 1

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Lo sapevate che i televisori in realtà sono dei riconvertitori di segnali elettrici in immagini?

La telecamera in ripresa infatti converte le variazioni d’intensità luminosa in segnali elettrici che possano essere trasmessi a distanza e decodificati dai nostri apparecchi televisivi.

Per comprendere un pò di più l’evoluzione della produzione delle immagini e riflettere sull’importanza di alcuni processi nella costruzione dell’immaginario collettivo ripercorriamo brevissimamente le tappe economiche e tecnologiche più significative che hanno portato la tv ad essere l’elettrodomestico più usato ( ma anche più temuto e vituperato).

anni 20: Baird e Zworkyn introducono sperimentalmente la tecnica televisiva.

1936: primo servizio televisivo in Gran Bretagna.

1948: invenzione del vidigrafo consente di poter registrare su pellicola l’immagine ripresa con la telecamera. Da questo momento la cinepresa sarà usata per le trasmissioni registrate, mentre la telecamera per quelle in diretta, girate negli interni.

1956: arriva la registrazione videomagnetica AMPEX. Il nastro magnetico fa aggirare il problema delicato e laborioso dello sviluppo della pellicola e consente la possibilità di velocizzare il montaggio in genere visto il passaggio su nuovo nastro magnetico del materiale da montare.

1967: primo registratore portatile.

1968: prima telecamera portatile.

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TV E CALENDARI: LE NUOVE BELLEZZE CATODICHE PRESTO AL MURO

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Siamo ancora quasi al giro di boa del 2009 ma il fenomeno calendario impazza già perversamente sulla rete con annunci, anticipazioni e backstage. Scopriamo assieme allora quali personaggi del piccolo schermo (alcuni a dire la verità in tv sono solo apparsi per poco tempo) calano la carta del calendarione ‘artistico’ (si dice così no?) per consolidare la propria carriera o riciclarsi sperando di sfondare mostrando le proprie doti migliori.

Eccovi un prontuario per cominciare a decidere l’angelo custode da tenere al capezzale del letto per l’anno che verrà…

1) il primato per ovvie ragioni di prorompenza spetta alla Cristinona Del Basso, vera divoratrice dell’attenzione mediatica quest’estate. Panorama ha scelto quel di Taormina per nobilitare le abbondanti doti della gieffina più in voga del momento

cristina del basso calendario foto 3 150x150 TV E CALENDARI: LE NUOVE BELLEZZE CATODICHE PRESTO AL MURO

2) altra gieffina, tristemente nota alle cronache per aver recitato il dramma della mogliettina che non poteva fare a meno dell’aitante maritino. Parliamo di Benedetta Zilli che tenta l’ultima carta per conquistarsi uno spazio in tv dopo che con la storia d’amore del secolo non è riuscita ad arrivare lontano mediaticamente. Sembra un pò poco per colmare l’abisso di niente e l’immagine di antipatica rompipalle che c’è alle sue spalle. Il calendario, i cui proventi saranno devoluti per i terremotati di L’Aquila e dintorni, uscirà a settembre per i tipi di Tutto in

benedetta zilli calendario 2010 150x150 TV E CALENDARI: LE NUOVE BELLEZZE CATODICHE PRESTO AL MURO

3) Terza opzione è la bellissima Nina Senicar che nata televisivamente nel nostro paese come valletta di Distraction ha l’occasione di prendere il latrgo con il calendario De Nardis. Se considerate che il suo lato B è stato scelto come testimonial degli slip Roberta, vista l’ottima tradizione di tale mutanda, non resta che ammirare gli scatti. (dopo il salto un’anticipazione) Continua »

MONDIALI DI NUOTO, FINALE CON SORPRESA: NIENTE DIRETTA

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Scelta di programmazione abbastanza opinabile quella di domenica sera da parte di via Mazzini. Non si capisce veramente quali ragioni, dato che il palinsesto estivo non proponeva altri eventi di spicco irrinunciabili, la tv di Stato abbia preferito non trasmettere il live della cerimonia di chiusura dei Mondiali di Nuoto di Roma.

Rabbia mediatica fomentata ulteriormente dalla scelta di RaiSport di illudere il telespettatore con un collegamento in cui svettava il logo Roma ‘09 e con una giornalista che annunciava l’imminente inizio della parata finale mostrandoci tutto dalla postazione rialzata sulla piscina del Foro Italico. Peccato che poi sia tutto sfumato a favore di un’ennesima carrellata amarcord di SuperVarietà. La beffa ulteriore sta nel fatto che neanche sull’unico canale sportivo Sky di RaiSat, dove è possibile vedere talvolta persino i Giochi della Goventù, è stato possibile seguire il protocollo di chiusura.

Potremo ritenerci già fortunati se un servizietto di un minuto e mezzo al tg ci farà vedere un frammento di coreografia, un fuoco d’artificio o i saluti del comitato. Eppure il programma della cerimonia prevedeva dei passaggi significativi e considerato che l’edizione dei campionati si è svolta in Italia ci saremmo aspettati che la tv di servizio pubblico si collegasse per mostrarci le consegne di testimone del nostro paese al comitato di Shangai 2011 per mano del nostro vessillifero Filippo Magnini (che purtroppo ormai svetta meglio nelle funzioni di rappresentanza che in vasca).

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