Sfogliando in questi giorni le pagine del Corriere non ho potuto fare a meno di riconoscermi spesso con le osservazioni della grande penna della tv per antonomasia, il critico, nonché docente universitario, Aldo Grasso. Mi ha particolarmente entusiasmato una serie di interrogativi che condivido, peraltro da parecchi giorni.
Parlando del terribile pomeriggio di Raidue, e della serie inquitante Il Fatto del giorno- L’Italia sul 2- Scalo 76 Talent, Grasso scrive:
Sentire discutere Monica Setta di economia mentre esprime giudizi di tale avventatezza da mettere i brividi a qualunque persona sensata, o perdersi negli arzigogoli mentali dell’ex chierichetta Bianchetti, o sopportare la vista di un clone mal riuscito di Sgarbi sono cose che dovrebbero far riflettere sulla natura del Servizio pubblico.
E, facendo riferimento alle polemiche del miope Liofredi su Annozero, sempre al di sopra del 22% pur con puntate molto complesse, a confronto degli scarsi risultati dei programmi che definisce come miglior esempio dell’informazione dei Raidue i quali non superano mai il 6% ( Rostagno mai oltre il 3%), Grasso continua:
La faziosità è disdicevole ma la stupidità di certi programmi lascia il segno. Specie su un pubblico non particolarmente attrezzato come quello del pomeriggio.
Vorrebbe anche chiedere a Liofredi:
Ma lei che ha quella faccia un po’ così, chi l’ha nominata direttore e perché? Quali programmi ha fatto prima di diventare direttore? Perché la sua rete è così brutta e va così male? Guardi che i soldi che lei spende per Monica Setta sono quelli del canone.
Meno invece ho condiviso la stroncatura di Bonolis e del suo Chi ha incastrato Peter Pan?, additati come sciacallo del fenomeno bambino in tv con un prodotto poco brillante, ancora troppo minestrina riscaldata. Per quanto io apprezzi moltissimo la tv bonolisiana non ho mai fatto salti di gioia per il programma con i bambini; tuttavia devo ammettere che è stato praticamente un miracolo quello di Bonolis e lascio alle sue stesse parole la spiegazione della felicità per il boom auditel del 27%:
Prima di tutto, vorrei sottolineare che questo non è lo show dell’anno, è un piccolo programma allegro, gentile e divertente che vuole solo essere un disimpegno serale per le famiglie. Tra l’altro avendo dovuto partire in anticipo (ndr. causa annullamento Tribù) abbiamo registrato in tutta fretta: quindi il vero show, così come l’avevamo in mente si vedrà alla terza puntata.
Un programma piccolo, allegro e gentile che fa tali cifre per me non va assolutamente demonizzato mentre riterrei legittima una critica a una poca spontaneità dei bambini nel porgere le domande agli ospiti.
Quello sì l’avrei capito e l’avrei condiviso in pieno.
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