Lo sapevate che i televisori in realtà sono dei riconvertitori di segnali elettrici in immagini?
La telecamera in ripresa infatti converte le variazioni d’intensità luminosa in segnali elettrici che possano essere trasmessi a distanza e decodificati dai nostri apparecchi televisivi.
Per comprendere un pò di più l’evoluzione della produzione delle immagini e riflettere sull’importanza di alcuni processi nella costruzione dell’immaginario collettivo ripercorriamo brevissimamente le tappe economiche e tecnologiche più significative che hanno portato la tv ad essere l’elettrodomestico più usato ( ma anche più temuto e vituperato).
anni 20: Baird e Zworkyn introducono sperimentalmente la tecnica televisiva.
1936: primo servizio televisivo in Gran Bretagna.
1948: invenzione del vidigrafo consente di poter registrare su pellicola l’immagine ripresa con la telecamera. Da questo momento la cinepresa sarà usata per le trasmissioni registrate, mentre la telecamera per quelle in diretta, girate negli interni.
1956: arriva la registrazione videomagnetica AMPEX. Il nastro magnetico fa aggirare il problema delicato e laborioso dello sviluppo della pellicola e consente la possibilità di velocizzare il montaggio in genere visto il passaggio su nuovo nastro magnetico del materiale da montare.
1967: primo registratore portatile.
1968: prima telecamera portatile.
1971: si elimina l’annoso problema della registrazione in esterno con pellicola lasciandola solo nei casi di prodotti di fiction di alta qualità. E’ infatti l’anno in cui si producono le prime telecamere portatili con videoregistratore incorporato.
Questa ultima tappa gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo economico delle imprese legate all’audiovisivo. Lo smarcamento da parte della tv rispetto alla tecnica cinematografica porta a conclusione quel periodo di telecinematografia che aveva unito la storia dei due media.
Dagli anni Settanta in poi infatti emerge a grandi linee la dinamica mediale che dura fino ai nostri giorni; il cinema infatti usa la tv come contenitore dove piazzare dei prodotti che possano far rifiatare le casse delle major ( le cui produzioni 8 volte su 10 non producono guadagni) appropriandosi quindi del mercato abbastanza garantito e fidelizzato del piccolo schermo.
L’impresa televisiva invece sceglie tra quattro soluzioni per lo sviluppo del palinsesto:
1- produrre da se stessa i programmi (es: Un posto al sole)
2- appaltare la produzione
3- coprodurre
4- acquisire i diritti di trasmissione di eventi ( es: Rai con i grandi appuntamenti sportivi)
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